GDPR e cyber security: impatti culturali e tecnologici
Ad aprile 2016 il Parlamento europeo ha approvato il Regolamento generale sulla protezione dei dati. È entrato in vigore il 25 maggio 2016 e si applica dal 25 maggio 2018. Introduce novità su diritti degli interessati, criteri di conformità, controlli e sanzioni.
Alcuni obblighi richiedono tecnologie precise a supporto del trattamento digitale: gestione dei log e monitoraggio esteso degli accessi; cifratura di database, dischi e file; presidio delle informazioni in mobilità e della cyber security dei servizi in cloud.
A questo si aggiungeva, già allora, un dato di contesto: nel 2016 gli attacchi informatici avevano prodotto danni stimati intorno ai 30 miliardi di euro, con incrementi particolarmente forti in sanità, finance e infrastrutture critiche.
Anziché allarmarsi, questi fenomeni devono spingere a valutare con più attenzione i punti critici su cui investire, per ridurre le vulnerabilità degli asset. Il nesso tra GDPR e sicurezza tecnica non si è indebolito: si è solo allargato, con NIS2 e il perimetro nazionale, al governo dell’intera catena di fornitura.
Il nostro intervento attuale è descritto in Cyber Security e NIS2.