Approccio alla privacy di Tecniche di Compliance
Il testo originale di questa nota era soprattutto una presentazione. Qui lo rendiamo esplicito: è il metodo con cui affrontiamo ogni incarico privacy, dallo studio professionale alla media impresa.
Non partiamo dai moduli
Partiamo da un pre-audit. Vogliamo capire quali dati circolano, chi li tocca, dove stanno, per quanto tempo e con quali fornitori. Solo dopo scriviamo informative, nomine e registri. Invertire l’ordine produce documenti belli e inutili.
Tre strati, un sistema
Organizzazione. Organigramma privacy, ruoli, incarichi, DPO se dovuto. Senza nomi e responsabilità, il resto è carta.
Documentazione. Registro dei trattamenti, policy, informative, consensi, DPA, procedura di data breach, DPIA dove serve. Ogni testo deve corrispondere a un processo reale.
Persone e tempo. Formazione nominale, audit di monitoraggio, aggiornamento quando cambia la norma o l’organizzazione. La compliance decade se nessuno la tiene.
Cosa deve poter dimostrare il titolare
In verifica — anche a mezzo PEC, con tempi stretti — l’azienda deve esibire un sistema, non una cartella assemblata la sera prima. Accountability significa questo: misure adeguate, rischi valutati, prove disponibili.
Il dettaglio operativo è nella pagina Privacy GDPR. Se volete una prima lettura, il pre-audit resta gratuito.